mercoledì 12 dicembre 2007








Caro Manuel,
eri un bambino quando sei andato via da Trieste e giocavi sorridente e allegro alle feste con i nostri bambini.
Noi, le amiche della tua mamma e del tuo papà, ti ricordiamo così
ELENA E SANDRA
Trieste, 12 dicembre 2007


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martedì 13 novembre 2007

La tua MAMMA spera che sia così!!

La morte non è niente.
Sono solo nascosto nella stanza accanto.
IO sono sempre io, e TU sei sei sempre Tu.
Ciò che eravamo prima l'uno per l'altro, lo siamo ancora.
Chiamami col mio vecchio nome, che ti è familiare;parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare il tono di voce, non assumere un'aria di tristezza.
Prega, sorridi, pensami...Il mio nome sia sempre la parole familiare di prima, pronuncialo senza tristezza.
La vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
E' la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dalla tua mente, solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando, in un posto vicino, proprio dietro l'angolo.
Il tuo sorriso è la mia pace.
Henry Scott Holland

domenica 21 ottobre 2007

Il Mio Futuro

IL MIO FUTURO MANUEL
BOBICCHIO III BIO



Molte volte ho pensato al mio futuro e come vorrei che fosse, ma non mi sono ancora dato una risposta. L’unica cosa che mi interessa è quella di essere felice, come lo sono adesso.
Mi piacerebbe coltivare la passione che ho per il basket, con la quale potrei vivere guadagnando dei soldi divertendomi e allo stesso tempo vorrei continuare con lo studio. La pallacanestro mi potrebbe procurare molte soddisfazioni ma una domanda mi assilla: per quanto tempo potrei giocare a questo sport? E dopo ? Probabilmente non riuscirei a darmi una risposta finchè non accade perché è impossibile prevedere il futuro.
Sarebbe bello coronare i miei sogni e sarebbe molto più bello riuscire a vivere la giornata per giornata.
Vivere con delle idee ma non programmare la vita, sempre nel limite della ragione. Infatti non mi interessa se dovessi diventare un grandissimo giocatore di pallacanestro o un biologo marino perché in entrambe le discipline riesco a trovare delle soddisfazioni.
Nel mio futuro, magari, la biologia non mi trasmetterà più felicità e quindi cambierò lavoro per cambiare stimoli ed obbiettivi. Allo stesso modo il basket che fino adesso ha avuto una parte importante nella mia vita potrà stancarmi e quindi potrei smettere di giocare.
Adesso che ho solamente 16 anni non so come sarà il mio futuro, ma spero che sia più felice possibile dove ci saranno molte soddisfazioni, obbiettivi raggiunti e sia influenzato sia dalla scienza e sia del basket.
A quest’ età la cosa migliore da fare, secondo me, è quella di continuare gli studi e mantenere la propria passione per uno sport o per un hobby perché la vita è varia e ci riserva molte sorprese.
Comunque lasciando in secondo luogo questi ragionamenti il mio futuro lo immaginerei seguendo il cuore…….
Diventerò un discreto giocatore di pallacanestro e vivrò in una villetta nei pressi di Bologna. IL mio stipendio non sarà elevatissimo ma non mi importerà perché sposerò una bella ed intelligente ragazza che, guarda a caso, sarà figlia di un grande imprenditore.
Dal nostro amore nasceranno due o tre bambini perché a me i bimbi piacciono molto. Con i miei fratelli minori mi diverto, cerco di fare il fratellone buono e generoso e così vorrei fare con i miei futuri figli. Come primogenito vorrei un bimbo come me, il quale dovrà fare le stesso cose, più o meno, che faccio io con i suoi fratellini. Silvia o Nicole sarebbero i nomi che darei alla mia bambina. Il terzo bambino sarà il più viziato perché sarà l’ultimo. Avrà già tutti i giocattoli che appartenevano a suo fratello maggiore in più avrà tutti i nuovi regali che li compreremo.
Spero di diventare un buon padre e dedicare ai miei bambini tutto il tempo che potrò.
Con i miei genitori, invece, cercherò di mantenere ottimi rapporti, perché per mia sfortuna, i miei nonni non li vedo spesso. Per i miei figli vorrei che capitasse il contrario e quando avessero voglia di vedere i loro nonni, potessero attraversare la strada di casa e di vederli. In tal modo se i bambini fossero viziati potrei dare la colpa a miei genitori dicendoli di non fare troppi regali ai miei figli.
Questa è una rappresentazione del futuro che vorrei, ma quella reale non potrò mai saperla fino a quando non la proverò.
Pochi giorni fa, però, ho scoperto che una persona a me cara ha avuto un infarto ed è in condizioni molto gravi. Questa persona lo scorso fine settimana lo ho incontrato per strada ed abbiamo parlato. Mi ha chiesto come andasse a scuola e cosa stessi facendo e tra i vari discorsi mi ha raccontato che sua moglie aspettava un bambino e mi diceva che era felicissimo. Successivamente ci siamo salutati. La notizia del suo infarto mi ha lasciato senza parole perché per la prima volta ho capito veramente che si può morire da un giorno all’ altro.
Questo mi ha fatto e mi fa pensare molto e secondo me per vivere al meglio bisogna vivere giorno per giorno facendo quello che ci si sente di fare e di dire, pensando che potrebbe sempre essere l’ultimo giorno.
Questo ragionamento è un po’ drammatico ma è il metodo di divertirsi e di fare vedere chi si è in modo da essere più felici possibile.

giovedì 28 giugno 2007

Vale 1° I.T.T. Ciao Bobo

Ciao Bobo,
siamo tutti sconvolti dalla tua brusca scomparsa, sconvolti ma nello stesso tempo increduli dell'accaduto. E' impossibile che una persona vitale, simpatica, sociale e scaltra come te ci abbia lasciati. Solo sabato mattina vedendo i giornali mi sono accorta di quello che stava succedendo, ed ero veramente dubbiosa, non credevo che tu fossi all'ospedale, non lo credevo e pensavo all'inizio della settimana, quando lunedì mattina non sei salito sulla corriera ed hai lasciato vuoto il posto dietro di me, che di solito occupavi da sempre, fin dall'inizio della scuola. Mi ricordo che Giorgio quella mattina era da solo ed un ragazzo gli chiese: "E Bobo?" e lui scosse le spalle. Da quel giorno li non ti ho più rivisto, ed è una cosa impossibile, perché nessuno non ti notava nel corridoio della scuola: impossibile non notare una persona così alta e determinata come te, una persona gentile che salutava tutti, anche i primini come noi che non conoscevi ancora. la mattina era impossibile non vederti, eri sempre felice e sorridente, qualunque giorno della settimana, in qualsiasi circostanza, con la voglia di vivere e di vincere stampate sulla fronte, ma ora non più, una morte improvvisa e prematura ti ha catturato e portato con , lasciando soli i tuoi fratelli, i tuoi genitori, gli amici ed i conoscenti, quelli come me, un "Ciao!" veloce al mattino, un sorriso, uno sguardo rapido e via ognuno per la sua strada. E quel posto vuoto ora lo lascerai per sempre, anche nelle nostre vite ci sarà, tu però ci sarai sempre accanto a noi, come un angelo custode che ci parla con voce saggia e sicura. Ci terrai d'occhio, non ci lascerai mai soli, perché adesso stai vedendo quanto soffriamo per la tua scomparsa, e per consolarci ci resterai vicino e soffrirai con noi, ripensando a tutte le cose che facevi con noi, ripensando a tutte le cose che facevi con noi. Ma ora ci resta solo quel ricordo di te, marchiato nel cuore e che non si cancellerà mai, il ricordo di un ragazzo sempre sorridente, amante delle sfide e della vittoria, un ragazzo che non si scoraggiava mai, che voleva bene a tutti, uno studente modello, sempre sulla bocca di Scalfi, perché eri il migliore, e lo sei ancora, per sempre.
Tutto questo è impossibile da pensare, ma è successo: la realtà è veramente dura, e me ne sono accorta domenica, mi sono accorta che la vita è preziosa e non bisogna sprecarla, bisogna viverla fino in fondo, anche lottando, come hai fatto tu. Tu sarai il nostro esempio d'ora in poi, sei come uno stampo della persona giusta, quella da imitare e da seguire. Penso che la nostra scuola abbia perso un grosso talento che poteva andare lontano, molto lontano, ma poteva andare in alto, segnando molti canestri, che erano il tuo sogno, e come hanno detto alla tv "Manuel volava in alto proprio come gli Angeli!" e adesso volerai fra loro, oppure come hanno scritto nel sito della Virtus Riva "Manuel è stato convocato dal quintetto degli Angeli per il torneo del Paradiso". Bisogna pensare così, sei andato via ma eri felice, e così dovremmo essere anche noi. Vincere le partire era il tuo sogno, arrivare lontano, il basket; però quest'ultima partita contro la morte l'hai persa, hai lottato ma l'hai persa, ricordati però che in cambio stai ricevendo tutte le cose e le parole magnifiche che facciamo e diciamo su di te. Non ti meritavi tutti questo, nessuno si merita tutto questo. Come hanno scritto sui giornali quello che ti è successo accade in un caso su un milione...perché allora è avvenuto proprio a te? Forse perché eri, sei e sempre sarai una persona speciale, soprattutto in questo periodo perché sei nominato in ogni ambito. Martina mi dice in continuazione che non ha mai parlato così bene di te, sta soffrendo per la tua perdita ed anche Giulia, i tuoi genitori, tutte le persone che ti conoscevano e non, perché leggendo gli articoli sui giornali ti viene compassione a sentire le cose che hanno scritto su di te, le cose vere, quelle che ti caratterizzano. Mi raccomando stai vicino a loro, devi volergli ancora bene, ma di più di quello che hai voluto fino adesso, perché il corpo prima o poi scompare, ma l'anima resterà per sempre. Resterai per sempre fra noi, ti penseremo sempre ed in continuazione, perché solamente adesso ci siamo resi conto che abbiamo perso una persona molto cara a noi e di questo ti accorgi solamente quando questa persona non c'è più. Ti vorremo sempre bene, ti dedicheremo le nostre vittorie, le nostre sconfitte, ma quando penseremo a te capiremo che bisogna lottare, lottare ed ancora lottare, perché le cose belle si hanno solamente lottando, e prima o poi finiscono.
Ti saluto con voce tremante per il dolore. Ciao Bobo! Sarai sempre fra noi, ti penseremo sempre! E vinci la partita del Paradiso, mi raccomando!